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GIORNATA DELLA CARITAS DIOCESANA: MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO

Domenica 22 marzo 2015

20/03/2015

Carissimi figli e figlie della Chiesa particolare di Ferrara - Comacchio, questo mio messaggio per la tradizionale giornata a favore delle iniziative della nostra Caritas non può avere neanche un filo di formalismo in me, che ve la richiamo, e in voi che spero sappiate aderire numerosi e generosamente. È una povertà incredibile quella in cui siamo rimasti coinvolti come piccolo pezzetto di mondo italiano dentro le vicende mondiali: l’economia attuale gioca sull’incremento esclusivo dei propri possessi e, in nome di questi, distrugge ogni esperienza di vita popolare.
La povertà materiale è tale per cui sempre di più anche fasce che non avrebbero mai pensato di imbattersi nella povertà sono costrette a misurarsi con la fatica di dover assolvere agli impegni di ogni giorno, al mantenimento di un alimentazione seria, ai bisogni fondamentali della propria vita fisica e sociale. Quasi tutti i fondi della nostra Arcidiocesi sono impiegati in queste articolate forme di carità che in molti casi si esprimono come sostegno alla vita quotidiana, non solo di singoli poveri ma anche di famiglie intere che nessuno, vedendole, potrebbe pensare che vengano aiutate, in molti casi, quasi integralmente dalla carità cristiana.
Accanto a questo, oltre questo, o alla radice di questo, sta una povertà spirituale, morale e culturale non meno devastante, perché non è una povertà che si risolve con il pacco settimanale - ovvero con la condivisione, per quanto è possibile, dei bisogni materiali della nostra gente - ma è una povertà che, nella migliore delle ipotesi, mette a nudo un’attesa umana rispetto alla quale la nostra testimonianza cristiana riesce ad aprire, qualche volta, una possibilità nuova di amicizia e quindi di vita insieme. Purtroppo, in molti casi, tale situazione di povertà morale e culturale genera reazioni di chiusura assoluta che sfocia in violenze intra-familiari e sociali. Questo deve vederci continuamente attivi. La Caritas ci chiede di essere caritatevoli e nel contempo di recuperare il fondo su cui poggia ogni azione caritativa; e tale fondo è la nostra testimonianza del Signore Gesù Cristo, unica possibilità di salvezza per l’uomo di questo tempo e di ogni tempo. La povertà è una grande occasione di carità e di testimonianza, ma per essere caritatevoli e testimoni bisogna essere uomini e donne di fede. Mentre vi chiedo di essere generosi e veri testimoni, prego per voi perché lo Spirito di Dio conceda a ciascuno di rinnovare l’esperienza straordinaria e pacificante dell’incontro con Cristo e della fede in Lui.
Vi benedico di cuore.
+ Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa