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SAN SEBASTIANO, PATRONO DELLA POLIZIA

Omelia dell'Arcivescovo - Cattedrale di Ferrara

20/01/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Un deferente saluto alle autorità civili e militari, in particolare alla Polizia Municipale. Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la festa di S. Sebastiano, che la Polizia ha scelto come suo patrono. Usando le parole del Vangelo di oggi riferite a Gesù – “è fuori di sé” – possiamo dire che S. Sebastiano è un santo perché folle nell’amore. Raccogliendo il racconto di S. Ambrogio su S. Sebastiano, si narra, infatti, che S. Sebastiano, durante la persecuzione di Diocleziano, testimoniò la sua fede davanti all’Imperatore e, per questo, sarà trafitto dalle frecce di un corpo della cavalleria romana, che lo abbandonerà in campo Marte a Roma, credendolo morto. Curato e guarito, S. Sebastiano non si nascose, ma si presentò in piazza ancora una volta per testimoniare la fede in un’occasione con la presenza dell’imperatore Diocleziano, che questa volta si accertò che fosse ucciso a bastonate. Il racconto di S. Ambrogio mette sulla bocca di S. Sebastiano alcune parole che – io credo – motivino anche la scelta di questo santo come patrono della Polizia. “Con le nostre opere da cristiani – avrebbe detto S. Sebastiano – salvaguardiamo il bene comune della città di Roma”. Salvaguardare il bene comune della città è anche il compito della Polizia in ogni città e anche nella nostra città di Ferrara. Con generosità e coraggio. È questo il modo in cui, da cristiani, siamo chiamati, oggi più che mai, a guardare alla città e a prendere parte attivamente alle sue diverse forme e modalità di espressione. La sollecitudine all’impegno comune per l’uomo e la società, è un compito specifico dei fedeli laici, al quale essi si dedicano illuminati dalla fede, dal magistero della Chiesa, dalla carità di Cristo. Oggi, infatti, si affermano forme di individualismo sempre più impermeabili alle sollecitazioni valoriali che alimentano il tessuto e gli ambiti di vita di una comunità: prevale una concezione rivendicativa, quasi corporativa, della propria appartenenza civica e la cittadinanza si riduce alla fruizione di servizi e alla pretesa di diritti senza reciprocità.
L’impressione è che si sia indebolita la consapevolezza della correlazione tra diritti e doveri sociali. Un corto circuito che mette in crisi il concetto stesso di bene comune, riducendolo semplicemente ad una somma di interessi individuali. Rispetto allo smarrimento verificato della coesione sociale, siamo tutti chiamati a uno scatto di responsabilità per assumere in prima persona l’onere del servizio alla comunità. Una scatto di responsabilità che ha visto spesso la Polizia in prima fila. Anche per questo dobbiamo gratitudine alle forze di Polizia che, pur in presenza di difficoltà e incomprensioni, hanno continuato ad offrire in questi anni la loro testimonianza nell’ordinamento politico e sociale della nostra città. In una città, costantemente sollecitata al cambiamento, motivato sia dalle problematiche della globalizzazione che da quelle del progresso tecnologico, dalla mobilità gli agenti di Polizia, con generosità e coraggio, hanno aiutato le persone nella nostra città a non fare dei propri bisogni e interessi l’unica misura di riferimento, ma a guardare agli altri, anche a chi è più debole, alla città.
Prego con voi S. Sebastiano, cari fratelli e sorelle, perché la Polizia continui ad essere questo corpo di uomini e donne che rendono più belle le nostre città, non solo perché più sicure, ma anche perché più capaci di superare individualismo e interessi personali nella ricerca del bene comune.